Silvana Baroni

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                  la speranza è la sola ad esserne capace

 

gli amori iniziano e finiscono per la stessa mania d’anticipare

chi ama volare non ama essere preso per mano

l’odio è amore contro l’amore

chi sa mordere non perde tempo ad abbaiare 

pretende amore soprattutto chi non lo sa dare

l’egoista è uno che vuole quello che gli altri non gli vogliono dare

al termine di una passione, lei conta le ferite, lui i tatuaggi

ama maritarsi chi ama rincasare

l’uomo è sempre sposato: se non con la moglie, pur sempre con la madre

più la storia è privata più diverrà pubblica

chi sa ricamare non rammenda

frigida è la donna se troppo presa a mimare l’enfasi

è bene evitare d’esser cucinati quale farina dell’altrui sacco

l’occasione che non hai colto almeno perdila in fretta!

se hai qualcosa di veramente vero da dire non lo sprecare urlandolo

l’immagine è l’illusione più comprata e a totale discapito degli altri quattro sensi

una misurata lontananza facilita una sobria vicinanza

a parlare con il cuore in mano si rischia la camicia insanguinata

                      

                

           ci sono tempi in cui non puoi che sentirti fuori luogo


soltanto la libertà di scelta predispone al piacere della fedeltà

l’abilità dei pedagoghi sta nel razzolare di nascosto predicando in pubblico

entrare nella parte non è difficile quanto sceglierla

i libri cambiano la vita: soprattutto a chi, scrivendoli, ha successo

e se fosse un refuso: non nati per soffrire, ma per offrire?

ormai ci guardiamo negli occhi soltanto a semaforo rosso          

 

 

                              

chi cerca la propria metà in un altro non sa nulla di criminologia


si professa sognatore chi non vuol svegliarsi all’alba

tutto ciò che abbiamo ci possiede

il nodo alla cravatta sta lì a nascondere il pomo di Adamo; o di cos’altro dovremmo ricordarci?

l’intenditore spara al pianista, non al pianoforte

gli applausi strappati lasciano cenciosi

non c’è altro modo: dobbiamo sentirci in gamba su due piedi


      

cosa fare la prima notte di nozze è ormai un problema di secondo letto


il progresso inciampa nel regresso delle coscienze

l’intelligenza condanna a usarla chi ce l’ha

chi si atteggia a clown lo fa per meglio ingombrare le circostanze

cosa meglio dell’ambiguità per sorridere a tutti?!

chi è troppo volubile rischia la volatilità

lo scettico è un uomo grigio; e non può che versare scolorina sull’entusiasmo altrui


                  

l’aria è la stessa: il poeta inspira, l’aforista espira


ogni cervello ha le sue idee, ma non tutte le idee hanno cervello

ci sono dolori per i quali preghi venga notte, e altri per i quali non vedi l’ora sorga l’alba

neppure la cecità ci trattiene dal volerla veder tutta

se muta la scenografia, la sceneggiatura non è più la stessa

è bene rallentare al giallo, così che il rosso non ci illumini d’immenso…

se lo specchio è spietato, proviamo a sorridergli

 

                           

chi è un libro aperto lo è perché qualcuno ci scriva qualcosa


se un romanzo erotico è un lento strip-tease, l’aforisma te la sbatte in faccia

l’innamoramento è un febbrone che guarisce in breve, se persiste in cronica febbretta, è già affetto

il fallimento può essere la caduta da prendere al volo per ricominciare

ormai sulla panoramica s’affacciano più che altro i dentisti

c’è chi vive al di sotto delle proprie possibilità perché al di sopra ha le vertigini

le anime gemelle faranno di tutto per ritornare figlie uniche