Silvana Baroni

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di bianco sale

L’alba apre un fondale bianchissimo
noi siamo le molliche
divorate dal lindore delle cucine

 

è scritto nel quaderno

Sotto la carta di cielo
l’equilibrio di legni con te
tu che mi sfiori
parliamo di asticciole a Shangai
sbalzate dai miracoli

 

l’erba più verde

Qualcuno invidia l’altro
che si risparmia la vita
che mette ordine
ai recapiti d’ansia
alla tristezza fai da te
Del milite mutilato sul mulo
n’è piena la memoria
Mi pare più vera la storia
del vicino dall’erba più verde

 

la bella, la bestia e niente di più  di uno stagno

Io credo di capire e invece nuoto
Siamo girini con occhi sufficienti
nel corpo della notte


lui non c’è

I monologhi sono dei boomerang
battono contro il muro e rimbalzano
poi tornano al loro posto
fieri e insolenti
Io cerco i dialoghi
Vorrei ribattezzare il mondo
Ma quelli vanno in giro fra gli assenti
che monologano
vanno in cerca di muri

 

Qin-Shihuangdi

Notte di selce sulle dune
La via della seta trabocca di suoni
ai lati cento Budda nel cavo dell’oro
Io torno da Xi’an-tou
convalescente di profumi stridenti
Duemila anni di terra cotta
l’esercito con pugnali di ferro
attorno a Qin-Shihuangdi
che non muore

 

siamo oggetto della bella curiosità dei bambini

Dalla barca torniamo a terra
Ci siamo addormentati
fuori dall’acqua con Amore
che si volta a guardarci
Approdiamo
nell’insidiosa sopravvivenza di grilli
Ci affidiamo alla radio
alle canzoni che pregano

 

a Paracas

Da cabo norte a cabo sur
da baia la perouse a ranokao
il mondo è spiaggiato
nei tondi occhi di valle
I molossi riposano sul ventre
con punte delle dita a contatto
Guizzo d’isola
lo guardo azzurro dei viracocha
Dei loro corpi
resta sabbia a paracas

 

la cenere del mese

Penso alla mente che pensa
e viceversa alle parole che ascoltano
ai suoni impigliati nel polline dei soffioni
e a quei dolosi romanzi che si prenotano
in saldo ai primi di settembre


la ragazza e il cervello

Quando il ragazzo se ne va
l’acqua è perduta
Lei diventa carbone
cartone
cartolina
Se torna
si veste del ragazzo che la spoglia
Le hanno insegnato a camminare
al centro di un camposanto
con occhio attento alle prese dal suolo
Ma lei ha scelto l’amore
e scivola in barca
appena è possibile

 

hai messo un tappeto di riso ad essiccare  sull’asfalto

Piano! piano!
questo inedito di te parla troppo
e a voce spiegata
di me!

 

e soprattutto non abbia la carta da parati  nel salotto!

 Io cerco l’uomo che inventa proverbi
che pesca da un cartoccio di lupini
sotto una candela accesa sul ponte
che sa di insolito e disarmante
che fa la sua bella figura
a guardare a lungo il mare


non voglio

Chiudilo il tempo! proprio lì
dove siamo accaduti
lì, chiudilo il tempo! non voglio
l’acqua di passaggio lenta
che porta al lago

 

mater

Mater nostra madrina madrella mamy mammilla
forbita fusa madrigalissima fantaturbolenza
ti prego!
fiacca la fiasca di questo infinito tempo
di sanguinamento!

 

ceci n’est pas

S’è impigliata nella cova
la tua frase d’amore ad effetto
in bilico tra bacilli baci e bugie
Si contorce in omaggio
il verme della mela
rossa costosa bugiarda
Ceci n’est pas…
ni une pipe
ni une bouche
ni un visage
ni une vie

 

dopo tutto

Nel paesaggio che strapiomba in cartolina
circoliamo pedonali inamidiamo i viali
siamo cani dalla moneta pronta
fedeli a sera al macero claustrale
Sopravviviamo
in quei parchi d’abitudine
dove si recupera la pelle
Il rimedio è perdere tempo
spazzolare il cappotto dalla forfora
annotare gli impegni del lunedì
Schermati d’ansiolitico dormiamo
dietro serrande made in Japan
Dopo tutto respiriamo ancora


sul tallone

Tu sei il caso ed io la necessità
A dir meglio
tu hai tentacoli
sul tallone d’Achille
di una donna