Silvana Baroni

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Spiando

Sulla tela c’è un colore sfumato, intenso, sfacciato, timido, caldo. Ancora tiepido, palpitante e accogliente il colore viene ferito da intrusioni estranee, fredde, neutre: piccoli grandi grassi magri taglienti “uno” nella loro originalità titubante e spavalda. L’estraneità viene stordita, disorientata da un altro colore che scivola, s’impasta, entra in ogni dove, fa aderire, confonde, esalta, nasconde. Estenuato silenzio avvolge l’impresa per un tempo giusto perché possa generare. Poi, dita sicure e curiose aiutano delicatamente gli “uno” ad alzarsi, a venir fuori dall’immersione che confonde tutti insieme. E le dita diventano tremanti per le sorpresa del nuovo che aiutano a distinguere..
Di qua, di là, sopra, sotto il colore ferito mostra fieramente la forma e “l’uno” e  l’altro “uno” distinti, diversi, sfumati, orgogliosi chiedono nuove cose. C’è chi urla prepotente, chi seduce, chi bisbiglia, chi si arrotola negandosi, chi si contorce a spirale, chi spavaldo, chi timido. Le dita tardano lente, appoggiano altrove alcuni, fanno cadere altri in una scatola grande, piena di “uno” negati. Gli scelti fremono, sotto l’alito caldo del viso che li studia e cerca di cogliere l’anima nascosta di ciascuno. Da una parte, l’opera appena conclusa sorride estenuata e mostra impronte sfumate. La sua bellezza mormora sottile e avvolgente: si è compiuto qualcosa. Dalla separazione la matrice ha trattenuto per sé vibrazioni nascoste che parlano all’anima di una sapienza antica. Gli occhi affondano nel colore ed entrano nelle pieghe, seguono le linee e da lì si svegliano sussurri insistenti, pregnanti di vibrazioni che scaldano e scivolano lente lungo lo sguardo che beve silenzioso la linfa vitale che sgorga…
Per terra la scatola piena di movimento, sono “uno” negati…ma non si possono dimenticare, sono tutti lì insieme aggrovigliati, sono una massa informe che sembra attendere uno sguardo che si attardi pensieroso e che improvvisamente si accenda perché ha riconosciuto un “uno” o un altro… e un “uno” possa emergere dalla massa e diventare protagonista… uno fra tanti…
E sono lì che aspettano aggrovigliati…essere tanti così, è troppo poco. Anche i prescelti aspettano ansiosi, vogliono una nuova forma, sono “uno” ma vogliono anche altro. Ognuno fa mostra di sé: lo splendente, l’elegante, il tormentato, il sinuoso, il forte…uno da solo è troppo poco, cominciano a guardarsi intorno, la simpatia fa avvicinare, la differenza fa essere restii, l’antipatia allontana, l’amore unisce. Lo sguardo scivola ora su uno, ora sull’altro, come si avvicineranno? Che forma prenderanno? Inizia lenta una musica che coinvolge tutti gli “uno”: rumori, suoni acuti, suoni gravi, note calde, note fredde…come un collante la musica li prende e li muove sulla tela colorata e li fissa così: in un tripudio di fuochi d’artificio, o in un lento andare sinuoso o in un orgoglioso affacciarsi. Gli “uno” sono tutti insieme in un’unica forma complessa e se la godono di essere uno e tanti.
Così, non è poco.

Antonella Donfrancesco