Silvana Baroni

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Silvana Baroni e la decisione della ricerca

E’ praticamente da sempre che Silvana Baroni lavora sull’”uno”; detto in questo modo, si potrebbe pensare che la pittrice si inserisca nel filone neoplatonico dell’arte occidentale il quale conosce in Malevic e in Mondrian le sue punte di diamante. Non è così; non lo è perché, innanzitutto, l’artista si muove all’interno di una ricerca instancabile che la costringe (felicemente) a non fermarsi ..... continua

Robertomaria Siena

 

Silvana Baroni è presente sul panorama artistico italiano e internazionale con mostre e installazioni di prestigio presso gallerie accreditate, curate da critici di nota fama.
Invece di separare i due codici della sua creatività (arte e letteratura) preferisce associarli.
Nelle sue opere, in cui le immagini si collegano ai suoi aforismi, il testo iconico ..... continua

                                                                                          Paolo Guzzi

 

                          
L’arte complessa di Silvana Baroni

Le opere esposte alla Galerie Satellite di Parigi, ci mostrano quindi personaggi misteriosi,  profili,  forme non definite, quasi un paesaggio spesso surreale che l’artista rimanda a colui che guarda mediante un lavoro lungo e complesso, in cui l’impiego della fotografia e dei colori insieme, sostiene l’immaginazione, resa più complicata dalla scrittura.
Tutto questo non produce soltanto un testo, ma, direi, una tessitura che si potrebbe guardare anche da lontano mediante il colore e attraverso la grafia degli aforismi. Se ci si avvicina, allora si penetra ..... continua

                                                                                  Paolo Guzzi

 

Dell’unità ineluttabile come individuazione

Il tutto (che è l’uno primario) può essere diviso in parti (ognuna delle quali è sempre un uno), che sono in relazione fra loro formando ordini semplici o complessi (ognuno dei quali è ancora un uno), i quali possono provocare-suscitare negli osservatori diverse percezioni d’armonia (ognuna delle quali è sempre un uno)…La definizione dell’entità sembra essere l’enigma che il lavoro di Silvana Baroni ci propone, con il quale ci sollecita ..... continua

Rodolfo Alidori

 

Spiando

Sulla tela c’è un colore sfumato, intenso, sfacciato, timido, caldo. Ancora tiepido, palpitante e accogliente il colore viene ferito da intrusioni estranee, fredde, neutre: piccoli grandi grassi magri taglienti “uno” nella loro originalità titubante e spavalda. L’estraneità viene stordita, disorientata da un altro colore che scivola, s’impasta, entra in ogni dove, fa aderire, confonde, esalta, nasconde. Estenuato silenzio avvolge l’impresa per un tempo giusto perché possa generare. Poi, dita sicure ..... continua

Antonella Donfrancesco

 

Testi critici:

…Silvana Baroni elegge Odisseo ad una sorta di prototipo di eroe alla rovescia, questa volta   interessata non alle profondità della psicoanalisi quanto alla pelle della pittura: di qui il ribaltamento in superficie dei modi narrativi e di conseguenza dei contenuti stessi del mito. Dovendo e volendo narrare pur sempre mediante la pittura, la Baroni lo fa con voluta semplificazione formale e lungo un percorso che ci conduce dalla profondità alla superficie, dal complesso al semplice, dalla fluidità metaforica delle immagini organiche allo schematismo della silhouette…

Filiberto Menna – “Venti tele per un mito”- 1986

 

…All’inizio la ricerca si svolge nell’ambito del linguaggio informale di tradizione europea, poi giunge ad acquisire una cifra stilistica autonoma che esalta la funzione del segno ad alta definizione espressiva. E’ una traccia “minima” che racchiude il “massimo” del significato, che indaga la natura dell’essere oltre le logiche precostituite…

Susanna Misiano 1992

 

…Silvana Baroni istituisce con il quadro un rapporto complesso: la spazialità di fondo si dirama in soluzioni dense di sorprese e inattese conclusioni. E’ la salvezza dell’ironia, dell’humour dentro il quale il dramma vira nella ragionevolezza estetica costruendo immagini per densificazione. Il percorso visivo rimanda alla interiorità della coscienza, si articola in un fluire denso di enigmi, attento a non prevaricare la base dell’immagine ma esaltandola, rilevandone la consistenza e l’aspirazione cosmica. L’ordine cosmico si rivela come ricerca di consistenza, di occasione cumunicativa e, quindi di linguaggio. …

Luciano Marziano - 1993

 

…un approdo improvviso e tuttavia unitario, contaminante e conchiuso, in una nuova illimitata profondità tematica che si muove senza brusche virate ma per un deciso cambio di rotta, alla ricerca di una connotazione esistenziale ritornante. Un ritmo di ballata ove le immagini appaiono, scompaiono, si sovrappongono, si defilano. Qualcosa addirittura di primitivo che continua la verità di gesti antichi, attenti alla malgama che tiene assieme e armonizza queste espressioni improvvise, immediate e quindi disparate, superando l’elegia ed ogni estrinseca contrapposizione formale. …

Rino Cerminara - 1996

 

…All’idea-spazio, alla concettualità geometrica subentra un progetto di spazio fenomenico, che non nella staticità del suo essere, ma, nel suo divenire, continuamente si rinnova e ridefinisce. Forme in espansione, ritagliate in una materia elastica, infinitamente estensibile, forme che non dividono lo spazio, ma vi creano campi magnetici. Campi di virtualità. Non nozioni, definizioni, ma invenzioni. Non datità oggettuale, ma lo spazio che si tematizza. Silvana Baroni, nemica di ogni visione unilaterale, sgretola ogni barriera tra datità e virtualità, pieno e vuoto, esterno e interno. L’uno si fa elemento propulsore, istanza ideativa.  Non vengono studiati eventi fenomenici ma fenomenizzato il processo creativo. …

Rosalma Salina Borello – 1997

 

…Se all’inizio del secolo l’accento veniva posto sul tema dell’io diviso, Let’s go then you and I…
e della eliotiana “dissociazione della sensibilità”, alle soglie del duemila i radicali mutamenti dell’assetto geopolitico, i processi di accelerazione introdotti dai new media, e i conseguenti cambiamenti di ordine socioantropologico, hanno attivato in campo artistico  un processo di ridefinizione del concetto stesso di identità e una presa di coscienza di un nuovo senso di unicità, durata, mutabilità e stabilità. L’uno di Silvana Baroni è appunto questo luogo di connessione e integrazione in cui confluisce il molteplice, il cangiante, il mutevole, trasformando la rigidità di un io fortemente identificato in desiderio di apertura all’impermanenza, in dilatazione nel segno dell’instabilità e della imprevedibilità. L’uno, che era già presente in vari momnti del suo operare, nascosto nell’inesauribile repertorio di immagini, intrecciato alle acrobazie dei segni o messo in ombra dalle imprevedibili metamorfosi delle narrazioni, adesso domina incontrastato: occupa la superficie con tutta la carica della sua relatività, irrompe con la determinazione del dubbio, si impone con la forza della precarietà. …

Emma Ercoli –1999


UNA MOSTRA POETICA DI SILVANA BARONI presso la Galleria Baccina-Techné-Roma

Ieri, 11 giugno 2012, nell’aria dolce di questa fine di primavera, nel rione Monti, in via Baccina 14/A, alla Galleria Baccina-Techné, si è aperta la mostra, molto singolare, di Silvana Baroni.
Nel piccolo e grazioso locale sono esposti ventuno lavori, di cui nove a sinistra, dodici a destra, e frontalmente viene video-proiettato il video: Distanze Accanto, con le immagini dell’autrice e musiche  e moduli vocali di Antonio Amendola ( durata:quattro minuti).
Io sono stato dalle 18.15 alle 19, all’interno di questo spazio, e non riuscivo a staccare lo ..... continua

Francesco Varano

 

Note a proposito di “Distanze accanto” docu-film di Lorenzo Nardelli su quadri di Silvana Baroni e sonorità vocali di Antonio Amendola.
Guardando ai contenuti grafici, c’è un gioco costante e spesso del tutto inatteso tra i due profili - velati di colore - che animano l’intera sequenza dei disegni; questo trastullo determina tra i visi, visetti, visucci, musi, faccine e visettoni uno spazio intermedio più o meno scuro, vivacizzato da un deciso tratteggio in nero.
Sembra proprio di trovarsi di fronte agli esempi visivi prodotti dalla Scuola della Psicologia della Forma, una corrente scientifica primonovecentesca che partiva da un assunto primario: ..... continua

Antonino Lo Cascio

 

Recensioni:

Simona Argentieri, Luigi Bigliani, Annamaria Buonassisi, Luca Canali, Mario de Candia, Franco Capelvenere, Sabino Caronia, Franco Dorascenzi, Adele Faccio, Tano Festa, Kharis Gasparri, Gabriella Gianfelici, Massimo Giannotta, Mario Lunetta, Vincenzo Mollica, Carlo Muscetta, Eugenio Nardelli, Claudia Pagan, Francesco Paolini, Fabrizio Patriarca, Roberta Perfetti, Plinio Perilli, Vito Riviello, Franco Romanò, Stella Santacatterina, Giovanni Semerano, Achille Tartaro, Vittorio Soriani, Maria GraziaTattini, Antonello Trombadori, Antonio Veneziani, Carlo Villa, Luciana Gravina.




   

Silvana Baroni
in
“BACK  STAGE”

 

 10 marzo 2009 ore 18,30

Dal 10 marzo al 25 marzo 2009, presso lo spazio espositivo dell’Area Cultura della Casa Internazionale delle Donne La Magnolia sarà in mostra, in un percorso “back-stage”, il lavoro preparatorio che ha condotto Silvana Baroni a figurare la raccolta dei propri aforismi pubblicati nel volume “Neppure i fossili” ed. Quasar, sia graficamente che pittoricamente.
Il ricco materiale si snoda dettagliatamente fino a giungere ad opere concluse, ritenute, al termine della ricerca, le più idonee a tradurre visivamente i contenuti del pensiero dell’autrice.
Gli aforismi della Baroni intervengono criticamente su molte delle sovrastrutture del comportamento e del pensiero umano, e lo fanno a volte con sapiente distacco, a volte con livido sarcasmo, spesso con quella pietosa ironia che meglio conduce a consapevolezza.
L’esposizione si snoda in un alloggiamento significativo di ipotesi creative a confronto, le une accanto all’altre, per meglio rappresentare l’insieme di quella che è stata una ricerca autentica, impegnata, ed anche gioiosa.
Quando ci si ritira nel profondo delle più intime domande, nella solitudine dell’intenso cercare, accade di sintonizzarsi proprio con le domande più comuni della contemporaneità, così da poterne fruire in un dibattito assieme. Ed è già “l’estetica dell’assieme” il modo più corretto per svelare criticamente i molteplici travisamenti etici a cui si è sottoposti, soprattutto in tempi come questi, che richiedono profondi cambiamenti e urgenti soluzioni.

La Magnolia
Area Cultura Casa Internazionale delle Donne
Via della Lungara, 19  Roma
06 68193001
www.casainternazionaledelledonne.org